Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30. La mattina si riceve per appuntamento.

La sede si trova a Reggio Calabria, in Via del Torrione n. 42. Potete contattarci al numero 0965.29805 o via e-mail all'indirizzo casadelconsumatore.rc@gmail.com. Legali della sede: Francesca Giordano, Pia Maria Gullì, Vincenzo Mangione, Dario Minniti, Giampaolo Puglia, Mario Scafidi.

venerdì 30 ottobre 2020

Chiarimenti sulla sentenza della Corte di Cassazione in materia di TARI


 A fronte delle quotidiane richieste di chiarimento che riceviamo, riteniamo sia nostro dovere informare correttamente i nostri associati sulla reale portata dell’insistente notizia che circola in questi giorni online circa una sentenza della Corte di Cassazione  dello scorso mese di settembre (la n. 19767/2020), che dichiarerebbe che, in caso di disservizi nella raccolta dei rifiuti, la TARI sarebbe dovuta in misura ridotta o, addirittura, non sarebbe dovuta.

Le cose non stanno così come si legge online. La Cassazione ha affrontato la questione del diritto alla riduzione del tributo con riguardo a due ipotesi specifiche:

a) Il caso in cui i rifiuti vengano conferiti nei cassonetti e l’abitazione del contribuente sia collocata ad una certa distanza chilometrica dal cassonetto stesso, nel qual caso si ha diritto ad una riduzione;

b) Il caso in cui, pur essendo attivo all’interno del Comune il servizio di raccolta questo non venga svolto. In tale seconda ipotesi – che sembrerebbe quella più vicina alla situazione contingente che viviamo in città da qualche tempo – la Cassazione prevede che debba riconoscersi il diritto ad una riduzione della TARI (mai l’esenzione totale) solo se: b.1) si tratta di vaste aree urbane, delle dimensioni, ad esempio, di un intero quartiere, in cui non viene svolto mai il servizio di raccolta e, pertanto, gli abitanti sono costretti a provvedere autonomamente con un servizio proprio e a proprie spese al conferimento dei rifiuti; b.2) ci si venga a trovare in una situazione di emergenza sanitaria ufficialmente dichiarata con un provvedimento dell’Autorità Sanitaria.

Nel caso che riguarda la città di Reggio Calabria, per quanto il disservizio sia grave e sotto gli occhi di tutti, non si ricade in nessuna delle ipotesi appena descritte, perché non è attivo in nessuna zona un servizio privato di smaltimento dei rifiuti a spese dei residenti e perché l’Autorità Sanitaria locale sino ad oggi non è mai intervenuta adottando un provvedimento formale che dichiari una situazione di emergenza sanitaria in città.

Questo il motivo per cui, sino ad oggi, sconsigliamo ai nostri associati di presentare ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria per richiedere il ricalcolo (men che meno l’esenzione) dal pagamento della TARI: il rischio di perdere in giudizio è elevatissimo, con la conseguenza che il contribuente si ritroverebbe gravato non soltanto del tributo dovuto, ma anche dell’obbligo di pagamento delle spese del giudizio.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci, dal lunedì al venerdì, al numero 0965.29805.

mercoledì 23 gennaio 2019

Giudice di Pace di Reggio Calabria: la cartella esattoriale va totalmente annullata, anche se in parte risulta valida


Segnaliamo una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Reggio Calabria, con cui, ancora una volta, è stata accolta l’azione intrapresa dai legali della Casa del Consumatore nell’interesse di un proprio associato.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione aveva notificato al contribuente una esosa cartella esattoriale, attraverso la quale era richiesto il pagamento di una serie di verbali di accertamento di violazione del codice della strada, risultati non pagati.
L’associato lamentava che prima della cartella esattoriale non avesse ricevuto la notifica delle “buste verdi” contenenti le multe poi iscritte al ruolo esattoriale. Poiché l’omessa notifica del verbale costituisce motivo di nullità della cartella di pagamento successivamente emessa, i legali della Casa del Consumatore impugnavano la cartella esattoriale davanti al Giudice di Pace.
L’ente impositore che aveva emesso le multe, costituendosi in giudizio, dava prova di avere regolarmente notificato alcuni dei verbali oggetto della cartella esattoriale, per altri, invece, mancava la prova della notifica.
Accogliendo la difesa del contribuente, il Giudice di Pace, con la sentenza n. 28 dell’8 gennaio 2019, ha proceduto ad annullare l’intera cartella esattoriale, nonostante fosse parzialmente regolare, in quanto «nonostante una parte delle somme è risultata regolarmente portata in riscossione, secondo il principio enunciato dalla giurisprudenza di legittimità, per portare in riscossione il ruolo esattoriale sarà necessario procedere ad una nuova iscrizione a ruolo, poiché quella in esame non può fondarsi su un titolo giuridicamente valido e, pertanto, deve ritenersi del tutto illegittima».

mercoledì 16 gennaio 2019

Attivazione del servizio elettrico non richiesto: il consumatore non è tenuto a corrispondere alcuna somma anche se ha fruito del servizio.


Segnaliamo una recente sentenza del Giudice di Pace di Reggio Calabria, che ha accolto l’azione giudiziaria intrapresa dai legali della Casa del Consumatore di Reggio Calabria nell’interesse di una propria associata.
In particolare, l’utente si era vista migrare, senza averne fatto richiesta, dal proprio gestore del servizio elettrico ad un altro, ricevendo una lettera di benvenuto e due esose fatture, che, proprio in ragione dell’accaduto, venivano contestate e non pagate.
Sordo alle richieste dell’utente, il gestore arbitrariamente subentrato nella fornitura della malcapitata, minacciava il distacco e depotenziamento della fornitura, il che imponeva il pagamento delle due fatture e l’immediata richiesta di rientro presso il gestore di provenienza, con conseguente aggravio dei costi di riattivazione del contratto.
Rivoltasi alla Casa del Consumatore, l’utente avviava uno scambio di corrispondenza con il gestore che aveva arbitrariamente acquisito la sua utenza, domandando il rimborso delle fatture pagate, nonché dei costi di rientro presso il gestore di provenienza, ma nessun risultato veniva ottenuto in via bonaria. Per tale motivo, si avviava il giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Reggio Calabria, definito con la sentenza n. 2452 del 9 novembre 2018.
Il Giudice di Pace, ritenendo fondata la domanda proposta dai legali della Casa del Consumatore di Reggio Calabria, ha affermato che la condotta tenuta dal gestore del servizio elettrico convenuto «può essere considerata alla stregua di una pratica commerciale scorretta ai sensi dell’art. 20 D.Lgs n. 206 del 2005», sicché «la parte attrice, consumatore, non era e non è tenuta ad alcuna prestazione patrimoniale in favore della convenuta, trattandosi di fornitura non richiesta». Per tali motivi, il Giudice di Pace ha riconosciuto il diritto del consumatore alla restituzione di tutte le somme pagate nel periodo in cui l’energia elettrica è stata fornita dal gestore subentrato in assenza di contratto, nonché al rimborso degli ulteriori costi sostenuti per il rientro presso il gestore di provenienza e alla rifusione delle spese del giudizio.

venerdì 3 novembre 2017

Richieste di rimborso da parte dell'INPS: non sempre sono legittime.



A molti è capitato di vedersi recapitare da parte dell’INPS delle richieste di rimborso di ratei della pensione “erroneamente” corrisposti dopo la morte di un proprio congiunto. L’INPS, pertanto, si rivolge agli eredi per avere indietro quanto afferma di avere ingiustamente pagato al pensionato.
Non sempre, però, tali richieste sono legittime.
Segnaliamo, al riguardo, una recente sentenza del Tribunale di Reggio Calabria che ha accolto la domanda di accertamento negativo del credito proposta dai legali della Casa del Consumatore nell’interesse di una propria associata.
IL CASO IN BREVE:
Nel giugno 2011, l’INPS aveva intimato all’associata della sede reggina della Casa del Consumatore la restituzione della somma di € 1.253,44, quale indebita erogazione di ratei di pensione di reversibilità, nel periodo dal 01 dicembre 1999 al 30 aprile 2000, intestata alla madre della destinataria della richiesta, deceduta nel mese di novembre del 1999.
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA:
Con sentenza n. 1063/2017, pubblicata il 18/10/2017, il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto la domanda di accertamento negativo del credito proposta dai legali della Casa del Consumatore, sulla base di due presupposti: in primo luogo, l’INPS non aveva offerto alcuna prova che le somme di cui rivendicava la restituzione fossero state effettivamente incamerate dalla ricorrente, quale erede della beneficiaria della prestazione, sicché la richiesta di rimborso rivolta a quest’ultima appariva arbitraria; in secondo luogo ha affermato il principio per cui il diritto al recupero del credito previdenziale per erogazione indebita dei ratei pensionistici soggiace al termine di prescrizione ordinario di dieci anni, che, nel caso di specie, era ampiamente decorso nel momento in cui l’INPS aveva rivolto la richiesta di rimborso, oltre undici anni dopo dal presunto pagamento dell’ultimo rateo pensionistico.
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Se dovesse capitarvi, pertanto, trovarvi di fronte ad una situazione analoga a quella appena raccontata, vi invitiamo a prestare la dovuta attenzione prima di adempiere al pagamento richiesto, perché non sempre questo sarà dovuto.
Per qualsiasi dubbio o informazione, potete contattarci al numero 0965.29805, o venirci a trovare nella nostra sede, a Reggio Calabria, Via del Torrione n. 42, Lo sportello della Casa del Consumatore è aperto tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle 15:30 alle 18:30.