Importante risultato ottenuto dai legali della Casa del Consumatore di Reggio Calabria in favore di una propria associata, che ha visto accolte le proprie ragioni dal Tribunale di Reggio Calabria in sede di appello (sentenza n. 986 del 04/06/2026).
La
vicenda riguardava il pagamento di un assegno che, secondo la ricostruzione
accolta dal Tribunale, era stato originariamente consegnato privo di alcuni
elementi essenziali e non avrebbe dovuto essere incassato. Nonostante la
correntista avesse segnalato tempestivamente alla banca la situazione,
denunciando possibili irregolarità e chiedendo il blocco del titolo, l’istituto
aveva comunque dato corso al pagamento.
Riformando
integralmente la decisione di primo grado, il Tribunale ha affermato che il
disconoscimento della compilazione successiva dell’assegno era pienamente
valido e che non era necessario proporre querela di falso. I giudici hanno
inoltre evidenziato come la banca non abbia rispettato gli obblighi di
particolare diligenza richiesti agli operatori professionali del settore,
omettendo di rilevare anomalie che avrebbero dovuto indurre a ulteriori
verifiche.
Secondo
la sentenza, l’istituto di credito era già a conoscenza delle contestazioni
mosse dalla cliente e avrebbe potuto accertare l’irregolarità del titolo,
evitando così l’incasso. Per tali ragioni è stata accertata la responsabilità
della banca, condannata alla restituzione della somma indebitamente addebitata.
La
pronuncia rappresenta un significativo riconoscimento della tutela del
consumatore e ribadisce il principio secondo cui gli intermediari bancari sono
tenuti a operare con elevati standard di diligenza, soprattutto in presenza di
segnalazioni che facciano emergere possibili anomalie o utilizzi irregolari
degli strumenti di pagamento.






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