Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30. La mattina si riceve per appuntamento.

La sede si trova a Reggio Calabria, in Via del Torrione n. 42. Potete contattarci al numero 0965.29805 o via e-mail all'indirizzo casadelconsumatore.rc@gmail.com. Legali della sede: Francesca Giordano, Pia Maria Gullì, Vincenzo Mangione, Dario Minniti, Giampaolo Puglia, Mario Scafidi.
Visualizzazione post con etichetta INPS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INPS. Mostra tutti i post

venerdì 4 giugno 2021

Tribunale di Reggio Calabria: illegittimo il recupero dei pagamenti indebiti da parte dell'INPS in assenza di dolo del pensionato


Non è raro che l’INPS comunichi ai beneficiari di pensioni o assegni sociali di aver erroneamente corrisposto in loro favore dei ratei mensili o importi superiori rispetto a quelli dovuti. Quando ciò accade, l’Ente previdenziale chiede al pensionato/beneficiario della prestazione la restituzione del pagamento indebito, assegnando un termine per il pagamento, decorso il quale, molto spesso, procede direttamente al recupero delle somme detraendole – anche un po’ al mese – dalle rate della pensione o dell’assegno sociale che continua a corrispondere.

È bene, però, sapere che l’INPS non può procedere incondizionatamente al recupero del così detto “indebito pensionistico” o “indebito assistenziale”; può farlo solo in presenza di determinate condizioni, tra cui, principalmente, la presenza del “dolo” del beneficiario della prestazione. Il dolo consiste in un comportamento tenuto dal percettore della prestazione pensionistica o assistenziale idoneo a far cadere in errore l’Istituto previdenziale: si pensi, ad esempio, al beneficiario della pensione di invalidità, che spetta solo a chi percepisca un reddito personale inferiore ad un determinato importo, che ometta di comunicare all’INPS un incremento dei propri redditi tale da far venire meno il diritto alla pensione stessa.

In assenza di dolo, quindi, l’INPS non ha diritto di recuperare le somme pagate in eccesso, anche se esse risultino effettivamente non dovute; in altri termini, se l’INPS paga una prestazione non dovuta per un errore proprio, a cui il beneficiario della prestazione non ha contribuito in alcun modo, le somme indebite pagate restano definitivamente acquisite da chi le ha ricevute.

A tal proposito, segnaliamo una recentissima sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Reggio Calabria (la n. 1193 del 03/06/2021), con cui è stato accolto il ricorso presentato dai legali della Casa del Consumatore di Reggio Calabria nell’interesse di una propria associata, a cui l’INPS, per errori di calcolo, aveva corrisposto, tra il 2015 e il 2019, la pensione di invalidità in misura superiore a quella dovuta. Investito della questione, il Tribunale di Reggio Calabria ha condannato l’INPS alla restituzione di tutte le somme già prelevate per il recupero dell’indebito, in virtù del fatto che «atteso che l’ente previdenziale non ha allegato che la percipiente versi in dolo, l’indebito assistenziale, per carenza dei requisiti reddituali, non consente all’Istituto la ripetizione di quanto erogato prima del provvedimento di accertamento del venir meno dei presupposti, sicché l’indebito non era ripetibile e l’INPS va condannato a restituire l’importo che ha già recuperato».

 

venerdì 3 novembre 2017

Richieste di rimborso da parte dell'INPS: non sempre sono legittime.



A molti è capitato di vedersi recapitare da parte dell’INPS delle richieste di rimborso di ratei della pensione “erroneamente” corrisposti dopo la morte di un proprio congiunto. L’INPS, pertanto, si rivolge agli eredi per avere indietro quanto afferma di avere ingiustamente pagato al pensionato.
Non sempre, però, tali richieste sono legittime.
Segnaliamo, al riguardo, una recente sentenza del Tribunale di Reggio Calabria che ha accolto la domanda di accertamento negativo del credito proposta dai legali della Casa del Consumatore nell’interesse di una propria associata.
IL CASO IN BREVE:
Nel giugno 2011, l’INPS aveva intimato all’associata della sede reggina della Casa del Consumatore la restituzione della somma di € 1.253,44, quale indebita erogazione di ratei di pensione di reversibilità, nel periodo dal 01 dicembre 1999 al 30 aprile 2000, intestata alla madre della destinataria della richiesta, deceduta nel mese di novembre del 1999.
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA:
Con sentenza n. 1063/2017, pubblicata il 18/10/2017, il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto la domanda di accertamento negativo del credito proposta dai legali della Casa del Consumatore, sulla base di due presupposti: in primo luogo, l’INPS non aveva offerto alcuna prova che le somme di cui rivendicava la restituzione fossero state effettivamente incamerate dalla ricorrente, quale erede della beneficiaria della prestazione, sicché la richiesta di rimborso rivolta a quest’ultima appariva arbitraria; in secondo luogo ha affermato il principio per cui il diritto al recupero del credito previdenziale per erogazione indebita dei ratei pensionistici soggiace al termine di prescrizione ordinario di dieci anni, che, nel caso di specie, era ampiamente decorso nel momento in cui l’INPS aveva rivolto la richiesta di rimborso, oltre undici anni dopo dal presunto pagamento dell’ultimo rateo pensionistico.
----
Se dovesse capitarvi, pertanto, trovarvi di fronte ad una situazione analoga a quella appena raccontata, vi invitiamo a prestare la dovuta attenzione prima di adempiere al pagamento richiesto, perché non sempre questo sarà dovuto.
Per qualsiasi dubbio o informazione, potete contattarci al numero 0965.29805, o venirci a trovare nella nostra sede, a Reggio Calabria, Via del Torrione n. 42, Lo sportello della Casa del Consumatore è aperto tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle 15:30 alle 18:30.