Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30. La mattina si riceve per appuntamento.

La sede si trova a Reggio Calabria, in Via del Torrione n. 42. Potete contattarci al numero 0965.29805 o via e-mail all'indirizzo casadelconsumatore.rc@gmail.com. Legali della sede: Francesca Giordano, Pia Maria Gullì, Vincenzo Mangione, Dario Minniti, Giampaolo Puglia, Mario Scafidi.

lunedì 26 marzo 2012

Al via il servizio per il cittadino ReggioCall: 800.018.018


Attivo un nuovo servizio per i cittadini reggini: ReggioCall, un numero verde (800.018.018) mirato a creare un filo diretto con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Amministrazione cittadina, per consentire una più immediata segnalazione dei disservizi, esposizione di reclami o per ottenere informazioni in maniera spedita.
Si tratta di un provvedimento diretto a dare esecuzione ad uno degli impegni assunti con la  deliberazione della Giunta Comunale n. 31 del 24 febbraio 2012, avente ad oggetto “Progetto Pilota U.R.P. – Determinazione”, concepito consentire di ottenere informazioni, fornire reclami, segnalazioni e suggerimenti per la funzionalità rete idrica e fognaria, l’efficienza pavimentazione di strade e marciapiedi e, comunque, per ogni altro servizio comunale.
Per maggiori informazioni potete cliccare qui.

giovedì 8 marzo 2012

PUBBLICI IMPIEGATI: IL T.A.R. CALABRIA (SEZIONE DI REGGIO CALABRIA) RICONOSCE AL LAVORATORE IL DIRITTO AL RIMBORSO DELLE RITENUTE T.F.R.

Si segnala un’importante pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria (sent. n. 53 del 18 gennaio 2012), con cui l’organo giudicante ha riconosciuto il diritto dei pubblici impiegati ad ottenere il rimborso delle ritenute in busta paga, operate a titolo di accantonamenti per il trattamento di fine servizio, a decorrere dal 1° gennaio 2011.
La questione è stata originata dal mutamento di regime previdenziale avvenuto in seguito dell’entrata in vigore del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni in L. 30 luglio 2010 n. 122.
IL REGIME NORMATIVO DI RIFERIMENTO:
Sino al 31 dicembre 2010 la normativa imponeva al datore di lavoro pubblico un accantonamento complessivo del 9,60% sull'80% della retribuzione lorda, con una trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% sempre sull'80% della retribuzione (art. 37 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032: "ciascuna amministrazione si rivale a carico del dipendente iscritto in misura pari al 2,50 per cento della base contributiva"; la base contributiva è fissata dall'art. 38 del D.P.R. da ultimo citato nell'80% "dello stipendio, paga o retribuzione annui, considerati al lordo"). In ordine alla percentuale complessiva della ritenuta, l'art. 18 della legge 20 marzo 1980, n. 75 ha poi stabilito che "Ferma restando la rivalsa del 2,50 per cento a carico dei dipendenti, la scala crescente della misura dei contributi previdenziali obbligatori di cui all'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, è ulteriormente prorogata fino a raggiungere il 9,60 per cento dal 1° gennaio 1984".
A decorrere dal 1° gennaio 2011 il regime è sostanzialmente mutato.
L’art. 12, comma 10del citato D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni in L. 30 luglio 2010 n. 122, testualmente dispone: "con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1 gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, in riferimento alle predette anzianità contributive non è già regolato in base a quanto previsto dall'articolo 2120 del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti di fine servizio si effettua secondo le regole di cui al citato articolo 2120 del codice civile, con applicazione dell'aliquota del 6,91 per cento".
In sintesi: l’accantonamento complessivo del 9,60% sull'80% della retribuzione lorda, con una trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% (sempre sull'80% della retribuzione), non è più legittimo, atteso che – con il nuovo regime – anche per i dipendenti pubblici l’accantonamento a titolo di Tfr deve essere effettuato secondo i nuovi parametri:
a) nella misura del 6,91% (non più del 9,60% di cui il 7,10% a carico del datore e il 2,5% a carico del dipendente);
b) sull’intera retribuzione (non più sull’80% di essa);
c) per intero a carico del datore di lavoro (così abolendo la ritenuta del 2,5% a carico del lavoratore).
IL RISVOLTO PROBLEMATICO:
Le pubbliche amministrazioni non si sono adeguate al nuovo regime, o meglio, lo hanno fatto solo parzialmente, continuando a prelevare dalla busta paga dei dipendenti la ritenuta del 2,5%. Come sottolineato dal TAR per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria: “la contemporanea applicazione della ‘nuova’ disciplina sul trattamento di fine rapporto da un lato, con il perdurare della ritenuta a carico del dipendente dall'altro, costituirebbe una consistente lesione dell'aspettativa del lavoratore ad un ‘trattamento di fine servizio, comunque denominato’, quanto più possibile assimilabile all'indennità di buonuscita che si sarebbe percepita a legislazione invariata, posto che l'accantonamento a carico dello Stato datore di lavoro non sarebbe effettivamente del 6,91%, ma - nei fatti - del 4,91%, se si considera che, contestualmente, il trattamento economico dei dipendenti verrebbe inciso nella misura del 2,50% sull'80% della retribuzione (e dunque nella misura del 2%, se calcolato sull'intera retribuzione). Ne conseguirebbe la violazione dell'art. 3 Cost., atteso che la disciplina sul trattamento di fine rapporto di cui all'art. 2120 Cod. Civ. verrebbe applicata - a parità di retribuzione - in misura deteriore nei confronti dei dipendenti pubblici rispetto a quelli privati, non sottoposti a rivalsa da parte del datore di lavoro.
Peraltro, il trattamento di fine rapporto, scaturendo da un accantonamento misto, ossia in parte a carico del datore di lavoro ed in parte a carico del lavoratore, a parità di importo, sarebbe determinato da un meccanismo deteriore per il lavoratore pubblico, in quanto a quest'ultimo, a differenza del lavoratore del settore privato, in costanza di rapporto d'impiego verrebbe sottratta parte della retribuzione”.
LA DECISIONE DEL TAR:
Sulla base dei presupposti sopra illustrati, TAR per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria, in accoglimento del ricorso proposto, ha accertato l’illegittimità, a decorrere dall'1 gennaio 2011, del perdurare del prelievo del 2,50% sull'80% della retribuzione (sin qui operato a titolo di rivalsa sull'accantonamento per l'indennità di buonuscita) e condannato l'Amministrazione Pubblica alla restituzione degli accantonamenti già eseguiti a decorrere dalla suddetta data, con rivalutazione monetaria ed interessi legali.

venerdì 2 marzo 2012

AZIONE DI RECUPERO CANONE DI DEPURAZIONE


Alcuni utenti contattano la nostra sede in questi giorni per avere delucidazioni sul diritto dei cittadini reggini ad avere il rimborso del canone di depurazione sulle acque reflue, addebitato in ragione della somministrazione della fornitura idrica.
È bene, innanzitutto, fare chiarezza su un aspetto fondamentale, che a molti di coloro che si sono a noi rivolti è sfuggito: l’azione di recupero in questione non ha nulla a che vedere con quella già nota di ripetizione del 50% del canone acqua.
Si tratta di iniziative ben diverse ed afferenti a problematiche diverse.

RECUPERO 50% CANONE ACQUA
Le azioni di recupero del canone idrico riguardano soltanto i cittadini residenti in determinate zone della città (quelle individuate nella perimetrazione n. 39698 del 10 febbraio 2010, predisposta dal Comune di Reggio Calabria – U.O. Manutenzione LL. PP. – Nucleo operativo gestione risorse idriche) e sono dirette ad ottenere il rimborso della metà del canone acqua, per via della non potabilità della stessa, così come fornita agli utenti finali.

RIMBORSO CANONE DI DEPURAZIONE
Diversa è l’iniziativa diretta ad ottenere il rimborso del canone di depurazione. Tale canone (in realtà una tariffa) rappresenta una voce specifica e differente dal canone idrico, che viene corrisposto quale costo imputabile alla gestione/realizzazione degli impianti centralizzati di depurazione delle acque reflue. Tuttavia, il Comune di Reggio Calabria ha disatteso la direttiva 1991/271/CE, in materia di trattamento delle acque reflue urbane, che imponeva ai Comuni italiani di adeguarsi alla dettata disciplina. Per tale ragione, molti utenti si stanno già attivando per ottenere il rimborso delle somme corrisposte a tal titolo. Hanno diritto a chiedere il rimborso tutti i cittadini reggini, senza vincoli relativi alla zona di residenza, e l’azione di recupero riguarda l’intero importo di quanto pagato negli anni.

Per qualsiasi supporto e chiarimento, la Casa del Consumatore è a disposizione tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:30 alle ore 18:30 (la mattina per appuntamento). Potete anche contattarci telefonicamente al numero 0965/29805.

mercoledì 11 gennaio 2012

Multata Italia-Programmi.net

Riportiamo dal Blog del Consumatore:



Buone notizie per le vittime di italia-programmi.net: l’Antitrust ha sanzionato per pratiche commerciali scorrette la società che gestisce il sito, la ormai famosaEstesa Limited con sede alle Seychelles per un totale di 1.500.000 euro.
Il tanto atteso provvedimento è stato emesso al termine di un’istruttoria avviata dall’Autorità nel mese di giugno 2011 a seguito di numerosissime segnalazioni da parte dei consumatori.
La sanzione comminata alla Estesa Limited è stata così ripartita:
- 500.000 euro per l’omissione ingannevole che ha indotto i consumatori a ritenere gratuiti servizi in realtà offerti a pagamento;
- 500.000 euro per aver ostacolato l’esercizio legittimo del diritto di recesso nel termine di 10 giorni previsto dal Codice del Consumo per i contratti negoziati a distanza;
- 500.000 euro per l’aggressività delle minacce rivolte ai consumatori di ricorre ad azioni legali, con maggiori oneri, in caso di mancato pagamento della somma richiesta.
Ripercorriamo insieme l’iter seguito dalla società per ingannare i malcapitati utenti della rete.
Tutto cominciava con la ricerca tramite motori come Google di software notoriamente disponibili gratuitamente sul web (es. Skype, Avira, Open Office, Adobe Acrobat Reader, ecc.), anche digitando accanto al nome del programma la parola “gratis” o “gratuito”.
In questo modo si approdava al sito www.italia-programmi.net e cliccando prima sulla scritta “SCARICALO SUBITO” e poi su “Registrati ora e scarica”, appariva un form da compilare con i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo, data di nascita, email e telefono) al fine di poter effettuare il download. A lato e con scarsa evidenza grafica (in grigio su sfondo bianco e con caratteri di dimensione molto piccola) erano riportate le condizioni contrattuali, tra cui il costo del servizio. Ciononostante, nessun dato relativo a strumenti di pagamento veniva richiesto. A questo punto, con un clic su un’unica casella, si finiva per accettare le condizioni generali di vendita (indicata con il semplice acronimo CGV) ed consentire il trattamento dei propri dati personali. Pochi minuti dopo la registrazione, il cliente riceveva un’email contenente una password di accesso e uno username.
Soltanto due settimane dopo, lasciato scadere il termine di 10 giorni per il recesso dal contratto, il consumatore riceveva via mail una richiesta di pagamento con la quale realizzava di essersi inconsapevolmente abbonato al sito per due anni al costo di 8 euro mensili da corrispondere anticipatamente per il primo anno (96 euro). Seguiva una fitta serie di solleciti di pagamento, sia via mail che per posta prioritaria, con applicazioni di maggiorazioni (da 8,50 a 14,50 euro), minacce di adire le vie legali e di denunce penali. Pratica, questa, talmente aggressiva da realizzare una vera e propria pressione psicologica e indurre una parte degli “abbonati” a pagare la somma richiesta pur di sottrarsi ad eventuali ingiunzioni di pagamento e non essere più tormentati dai solleciti: tutti i loro soldi sono finiti nel conto della Estesa Limited presso una banca di Cipro.
Ma non è tutto.
A settembre, dopo l’adozione di misure cautelari da parte dell’Antitrust, per poche settimane sul sito in questione appariva chiaramente la natura onerosa del servizio: “Crea il tuo account per soli 8 euro al mese” era scritto in coloro verde e con caratteri di dimensioni facilmente leggibili.
Purtroppo l’indicazione è stata mantenuta solo per poche settimane e soltanto in orario diurno. Infatti, nelle ore serali e di notte, quando si presumeva che l’Autorità non potesse fare controlli, la scritta magicamente spariva e il servizio tornava a sembrare gratuito.
In conclusione, si può ritenere che difficilmente una società come Estesa Limited, che non si è neppure difesa nel procedimento davanti all’Antitrust ed è stata sanzionata per un importo di ben un milione e mezzo di euro, adirà le vie legali per recuperare quanto fino ad oggi richiesto soltanto via mail.

venerdì 29 luglio 2011

E' arrivata l'app del turista: un modo utile per viaggiare informati (e tutelati)

Da Casadelconsumatore.it:

La Casa del Consumatore lancia l’App del turista, applicazione gratuita per iPhone, iPad e iPod.
L’App del Turista offre due app in una: Turistipedia, per conoscere i propri diritti in vacanza e in viaggio, e Ricerca strutture, per trovare alberghi, agriturismi, bed & breakfast, case vacanza, campeggi e rifugi che, grazie al loro impegno per la salvaguardia dell’ambiente, hanno ottenuto la certificazione Ecolabel.
Turistipedia è il manuale del “perfetto turista”, indispensabile per chi viaggia, ma anche per gli operatori del settore: aggiornato con tutte le recenti novità del Codice del Turismo, con linguaggio semplice e chiaro spiega i diritti del turista e le regole dei viaggi.
Turistipedia offre complete informazioni e approfondimenti in tutte le materie di interesse per il turista, dal trasporto aereo, ferroviario e navale ai ristoranti e alberghi, dalle agenzie di viaggio e tour operator ai pacchetti vacanza e multiproprietà, dalle tipologie e contratti del turismo a ogni altra informazione e curiosità utili per scegliere senza preoccupazioni la vacanza o il viaggio, e per conoscere e far valere i propri diritti.
Ricerca strutture consente di trovare e selezionare alberghi, agriturismi, bed & breakfast, case vacanza, campeggi e rifugi che hanno ottenuto il marchio Ecolabel grazie al loro impegno nella salvaguardia dell’ambiente.
In modo facile e veloce si possono trovare, nella regione, provincia o comune selezionati, le strutture certificate Ecolabel. Per ogni struttura è disponibile una scheda ricca di informazioni, quali descrizione e foto, prezzi, sevizi, stelle, ecc. Inoltre ogni utente può votare le strutture, aiutando la scelta degli altri utenti.
L’App del Turista è lo strumento indispensabile per il turista e il viaggiatore: basta un semplice click per difendersi e scegliere la vacanze giusta.
Dall'applicazione si può inoltre chiamare direttamente lo Sportello nazionale del Turista della Casa del Consumatore al numero verde 800.168.566, o mettersi in contatto con i dodici Sportelli del Turista dislocati sul territorio nazionale, per essere assistiti dagli esperti della Casa del Consumatore in modo facile, veloce e gratuito!
L’App del Turista è stata ideata e sviluppata dalla Casa del Consumatore nell’ambito del Progetto Check-up Diritti, realizzato con le associazioni Acu, Altroconsumo e Codici, grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e con il patrocinio dal Comitato per l’Ecolabel. Per saperne di più visita il sito checkupdiritti.it oppure chiama l’800.168.566.

giovedì 26 maggio 2011

Per chi viaggia su due ruote

Sal Blog del Consumatore:

Se il vecchio cinquantino funziona ancora bene, perchè sostituirlo con uno nuovo? Basta ricordarsi di sostituire il vecchio targhino con la nuova targa già obbligatoria per tutti i motorini immatricolati dopo il 14 luglio 2006.
La legge n. 120 del 2010, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, ha innovato e modificato il Codice della Strada sotto vari aspetti ed ha previsto, tra l’altro, l’adeguamento di tutti i ciclomotori in circolazione (in particolare di quelli immatricolati prima del 14 luglio 2006) al nuovo sistema di targatura. Tale sistema prevede una targa di sei cifre “personale”, ovvero identificativa dell’intestatario del certificato di circolazione. Quindi se il motorino viene ceduto, o comunque varia l’intestazione del certificato, anche la relativa targa deve variare.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il suo decreto del 2 febbraio scorso e la relativa circolare esplicativa, ha scadenziato le operazioni di rilascio dei nuovi certificati e delle targhe, sulla base delle iniziali del contrassegno di identificazione.
In base al calendario questi sono i termini per eseguire la sostituzione:
- 1° giugno 2011 per i targhini che cominciano con i numeri “0”, “1” o “2”;
- 31 luglio 2011 per i targhini che cominciano con “3”, “4” o “5”;
- 29 settembre 2011 per i targhini che cominciano con “6”, “7” o “8”;
- 28 novembre 2001 per i targhini che cominciano con il numero “9” o con la lettera “A”.
Lo scopo della calendarizzazione è “razionalizzare la sequenza temporale delle richieste degli interessati al fine di garantirne una gestione efficace ed efficiente da parte degli uffici”, quindi evitare un’eccessiva concentrazione di richieste con relativo rallentamento delle operazioni di rilascio.
Tuttavia, i termini indicati dal Ministero non sono tassativi. Ciò significa che i ciclomotori ancora privi della nuova targa potranno comunque circolare senza incorrere in sanzioni, almeno fino al 12 febbraio 2012, unico termine, questo, davvero perentorio per tutti.
Dal 13 febbraio del prossimo anno, infatti, chi circolerà con il vecchio targhino potrà incorrere in una sanzione piuttosto salata: da un minimo di 389 € ad un massimo di 1.559 €.
Chi ha tempo non aspetti tempo, dunque.
La procedura dovrebbe essere piuttosto semplice: bisogna compilare il c.d. modello TT2118 nel quale vanno indicati i dati anagrafici del richiedente intestatario nonché i dati del ciclomotore ed al quale vanno allegate le ricevute di pagamento di tre bollettini specifici per un totale di circa 50 € e consegnare il tutto all’ufficio della Motorizzazione Civile più vicino, insieme con il vecchio certificato di idoneità tecnica in originale.
Per chi si fosse particolarmente affezionato al vecchio libretto, è anche possibile richiederne la restituzione una volta debitamente annullato dalla Motorizzazione e sostituito con il nuovo certificato di circolazione.

giovedì 19 maggio 2011

Check up diritti: l'informazione è il primo passo



17 Maggio 2011

Progetto "check up diritti" per i consumatori

Il 36% di un campione rappresentativo delle popolazione italiana ha ricevuto a casa una carta revolving per i pagamenti senza averne fatto mai espressa richiesta. Il 58% non concosce l'esistenza del Registro pubblico delle opposizioni per esplicitare la non volontà a ricevere telefonate di telemarketing. Il 54% non conosce alcune tutele introdotte dal nuovo Codice del Turismo, come l'equiparazione tra agenzie tradizionali e online su obblighi e controlli o l'obbligo da parte dei tour operator di stipulare una polizza assicurativa per garantire eventuali risarcimenti al consumatore.
Sono alcune delle cifre che emergono dall'indagine condotta da IPSOS per il progetto Check-up diritti, iniziativa delle associazioni Altroconsumo, ACU, Casa del Consumatore e CODICI con il contributo del ministero dello Sviluppo economico per aumentare gli strumenti di tutela e di informazione dei consumatori.
Il progetto, presentato oggi nell'incontro all'Università IULM a Milano a partire dalle ore 15,00, realizza un'articolazione di strumenti pratici e utili al consumatore su cinque ambiti di servizi per un consumo consapevole: le pratiche commerciali scorrette, il telemarketing, la garanzia di conformità, il credito al consumo, e i servizi turistici.
Le modalità per accedere ai servizi e aumentare la propria consapevolezza delle regole del gioco sono diverse, per utenza e specificità: dal sito http://www.checkupdiritti.it/, ai numeri verdi, dalle iniziative sul territorio a miniguide tascabili, a video tematici.
Il progetto parte oggi con il lancio dei servizi, i numeri verdi e il sito dedicato, e durerà sino al maggio 2012.