Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30. La mattina si riceve per appuntamento.

La sede si trova a Reggio Calabria, in Via del Torrione n. 42. Potete contattarci al numero 0965.29805 o via e-mail all'indirizzo casadelconsumatore.rc@gmail.com. Legali della sede: Francesca Giordano, Pia Maria Gullì, Vincenzo Mangione, Dario Minniti, Giampaolo Puglia, Mario Scafidi.

mercoledì 8 luglio 2015

Annullamento in autotutela, questo sconosciuto.



Accade spesso che il cittadino, destinatario di un avviso di pagamento oggettivamente errato, si rivolga direttamente all’Ente che lo ha emesso, presentando istanza di annullamento in autotutela.
Ma cos’è l’annullamento in autotutela (o d’ufficio)?
Si tratta di un procedimento molto economico e dai tempi (auspicabilmente) ragionevoli, in base al quale – in estrema sintesi – la Pubblica Amministrazione (di propria iniziativa o su iniziativa del destinatario di un provvedimento amministrativo ingiusto) può annullare l’atto emesso, così liberando il destinatario dall’obbligo del pagamento di fatto non dovuto.
Tale potere della P.A. è espressamente riconosciuto dall’art. 21-nonies della legge 241/1990, come modificata dalla legge n. 15/2005.
Spesso, tuttavia, accade che le istanze di annullamento in autotutela presentate dai cittadini vengano pressoché ignorate dall’Amministrazione, la quale procede a pretendere l’esecuzione dell’atto illegittimo, nonostante la segnalazione del destinatario. Si comprende, quindi, che, in assenza di una P.A. attenta e collaborativa, il procedimento di annullamento in autotutela rischia di tradursi in un iter puramente burocratico sterile ed inutile.
Ma cosa accade se, presentata istanza di annullamento
in autotutela, la Pubblica Amministrazione fa “orecchie da mercante”?
Il cittadino è costretto ad esercitare un’apposita azione giudiziaria, per far sì che il Giudice annulli l’atto che poteva essere rapidamente – e a costo zero – annullato dallo stesso Ente che lo aveva emesso.
Ebbene, in tali casi, un “risveglio” tardivo della Pubblica Amministrazione non è esente da conseguenze a carico di quest’ultima.
Vi raccontiamo, a tal riguardo, il caso di un nostro associato, che per ben due volte aveva domandato l’annullamento in autotutela di alcuni avvisi di pagamento di canone acqua, chiaramente non dovuti, notificatigli dal Comune.
Entrambe le istanze di annullamento, regolarmente acquisite e protocollate dall’Ente, erano precipitate nell’oblio, così costringendo il contribuente ad agire in giudizio sopportandone i costi.
Nelle more della causa giudiziaria, dopo la notifica dell’atto di citazione, il Comune sembrava aver per la prima volta preso in considerazione il problema segnalato dal contribuente, un problema che avrebbe potuto essere risolto due anni addietro, senza oneri per nessuno. In conseguenza della notifica dell’atto di citazione in giudizio da parte del cittadino, il tanto agognato provvedimento di annullamento d’ufficio veniva adottato dal Comune.
Il Giudice di Pace di Reggio Calabria, tuttavia, con sentenza n. 781 del 26 giugno 2015 non si è limitato a dichiarare cessata la materia del contendere, ma, valutata la condotta dell’Ente comunale, che aveva costretto il cittadino ad intraprendere l’azione giudiziaria, ha giustamente condannato il Comune al rimborso di onerose spese di causa. Si legge nella sentenza in discorso che “l’Amministrazione opposta, usando la normale diligenza, avrebbe potuto intervenire prima senza costringere l’interessato a proporre opposizione, pertanto, in ragione della soccombenza il Comune di Reggio Calabria va invece condannato al pagamento delle spese di giudizio”.
È lecito chiedersi quanto una condotta più attenta della Pubblica Amministrazione alle legittime richieste dei cittadini possa tradursi in un considerevole risparmio di spese inutili a carico delle casse pubbliche, soprattutto in presenza di situazioni pacifiche e di facile soluzione al di fuori delle aule di giustizia.

martedì 7 luglio 2015

Abusiva attivazione del contratto di fornitura del servizio elettrico: il Gestore deve rimborsare tutte le bollette pagate e deve risarcire il danno morale



Con sentenza n. 762 del 26 maggio 2015, depositata in Cancelleria lo scorso 23 giugno, il Giudice di Pace di Reggio Calabria ha condannato il Gestore di energia elettrica ad un congruo risarcimento del danno, per aver attivato fraudolentemente un contratto di fornitura senza il consenso del cliente.
È quanto accaduto ad un’associata della sede reggina della Casa del Consumatore, che – come spesso accade – si è vista attivare un contratto di fornitura di energia elettrica da parte di una società che, tramite propri procacciatori di contratti porta a porta, aveva fraudolentemente carpito i dati personali della malcapitata, con la scusa di doverle sottoporre un semplice questionario.
Il Giudice di Pace reggino, in particolare, ha affermato che “nel caso di specie è stata limitata la libertà di autodeterminazione dell’istante, la quale […] si è trovata a corrispondere delle somme alla [OMISSIS] a titolo di corrispettivo per un servizio reso, né richiesto, né voluto […]. Quanto al danno non patrimoniale, è stato arrecato a parte attrice per aver compromesso la propria libertà di autodeterminazione contrattuale e utilizzato illegittimamente i dati personali, attraverso un sotterfugio, in base al quale è stata costretta a pagare importi non dovuti. In tal caso è stato leso un diritto inviolabile della persona, tutelato dalla Costituzione che, come tale va risarcito”.
In ragione di ciò, il Giudice di Pace di Reggio Calabria ha condannato il Gestore al rimborso di tutte le somme pagate per l’erogazione del servizio elettrico, a titolo di risarcimento del danno patrimoniale, nella misura di € 660,93, al risarcimento del danno morale (non patrimoniale), nella misura di € 1.000,00, oltre che al pagamento delle spese legali.


giovedì 25 giugno 2015

UBERPOP: favorevole o contrario? Le associazioni di Rete Consumatori Italia chiedono la tua opinione

Milano, 25/06/2015 - Le associazioni di Rete Consumatori Italia (Casa del Consumatore, Assoutenti e Codici) stanno valutando se intervenire davanti al Tribunale di Milano per sostenere la richiesta di Uber di poter continuare il servizio UBERPOP.
Per decidere, le associazioni hanno deciso di affidarsi al consenso popolare, lanciando un sondaggio al quale invitano tutti a partecipare. Sarà l'esito del sondaggio a decidere se intervenire in favore di Uber oppre no.
Si avvicina infatti il secondo round della sfida taxi/Uber: il 2 luglio si discuterà davanti al Tribunale di Milano ilreclamo proposto da Uber contro la recente decisione dello stesso Tribunale, che ha ordinato la sospensione del servizio UBER POP (quello in cui a guidare sono semplici cittadini e non autisti professionisti).

 “Abbiamo deciso di ricorrere al sondaggio perché sono proprio i consumatori, utenti del servizio di Uber (e anche attori, quando sono loro stessi ad offrire il servizio di trasporto), i primi ad avere il diritto di guidarci nella decisione se sostenere le ragioni di Uber oppure no”, hanno dichiarato i presidenti delle tre associazioni Giovanni Ferrari, Furio Truzzi e Ivano Giacomelli, che aggiungono “Uber e servizi simili rappresentano sicuramente una grande innovazione in un settore, quello del trasporto pubblico, retrogrado e chiuso alla concorrenza. Il sondaggio servirà anche a capire, al di là del caso Uber, quanta voglia c'è di novità e libertà di scelta&rd! quo;.
Siete quindi tutti invitati a partecipare al sondaggio, che si chiuderà il 30 giugno prossimo.

lunedì 25 maggio 2015

Civitas: Giornata della Legalità e dei Diritti 2015



Lo scorso 23 maggio si è tenuto, presso il Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria, l’ormai consueto appuntamento della Giornata della Legalità e dei Diritti, fortemente voluto dal Presidente del Tribunale di Reggio Calabria ed organizzato dalla rete Civitas.
Lo scopo della giornata è di aprire ai cittadini le porte delle aule di giustizia, che ospitano la rete delle associazioni che operano sul territorio senza scopo di lucro, con servizi e iniziative di pubblico interesse, e le forze dell’ordine.
Le associazioni aderenti sono state suddivise in cinque aree tematiche: TUTELA DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI, TUTELA DELLA DONNA E PREVENZIONE DELLA VIOLENZA, SERVIZI AL CITTADINO, IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA, LEGALITÀ E TESTIMONIANZA. All’interno di ciascuna area sono state svolte attività eterogenee, tutte finalizzate alla divulgazione di informazioni utili per i cittadini per renderli edotti dell’esistenza sul territorio delle realtà associative al servizio dei bisogni e delle problematiche comuni, senza scopo di lucro, e per creare un contatto diretto ed informale tra il cittadino e le istituzioni.
I legali della Casa del Consumatore di Reggio Calabria (da sinistra: Dario Minniti, Mario Scafidi, Caterina Amodeo, Francesca Giordano, Anna Liconti)

Il gruppo di lavoro dell'area tematica SERVIZI AL CITTADINO

La Casa del Consumatore ha partecipato quale referente dell’area tematica SERVIZI AL CITTADINO e, in collaborazione con altre associazioni aventi finalità analoghe (Asso-consum, Tribunale per i Diritti del Malato e ADSPEM Fidas ONLUS) ha realizzato la proiezione di un video, sul tema dell’incidente stradale, che è stato lo spunto per affrontare e discutere con gli intervenuti sui temi legati alla dipendenza patologica dagli strumenti di comunicazione via internet, la segnaletica stradale, le sanzioni amministrative, i servizi di pronto soccorso e il codice Triage, l’importanza della donazione del sangue.

Il momento inaugurale della Giornata della Legalità e dei Diritti

 La Giornata della Legalità e dei Diritti, giunta alla sua terza edizione, sta assumendo, sul territorio reggino, proporzioni sempre più imponenti, contando sulla partecipazione di circa sessantacinque associazioni, di oltre trecento volontari, di più di trenta Magistrati e delle Forze dell’Ordine. Ogni anno, oltre ai cittadini e alle cittadine che partecipano all’evento, le scuole della Provincia reggina inviano più di tremila studenti, che si auspica possano raccogliere e coltivare per il futuro il messaggio di Civitas, quello della condivisione delle azioni individuali e associative per dare maggiore forza ai valori della solidarietà, della legalità e della giustizia. 
Per maggiori info potete cliccare qui.

mercoledì 29 aprile 2015

Denuncia della Casa del Consumatore: falsi dilaganti nelle recensioni online

Riceviamo dalla sede nazionale della Casa del Consumatore e pubblichiamo:

Milano, 29/04/2015 - Attenzione ai falsi commenti online! A lanciare l’allarme è l’associazione
nazionale di consumatori Casa del Consumatore, che col sito ShoppingVerify sta verificando in concreto questa situazione.

ShoppingVerify è un sito dedicato ai commenti degli utenti sulle loro esperienze di acquisto online.

Circa metà dei commenti che riceviamo non ci convincono e non li pubblichiamo” dichiara Giovanni Ferrari, presidente dell’associazione.

Ma come si fa a riconoscere i commenti falsi?
Non è facile, né si possono avere certezze assolute sulla genuinità anche di ciò che sembra autentico. Per ostacolare il fenomeno delle false recensioni, abbiamo inserito diversi sistemi automatici per controllare che i commenti siano inseriti da utenti veri (obbligo di registrazione al sito, da confermarsi via email, e inserimento di un captcha prima di inviare i commenti) e corrispondano a reali esperienze di acquisto (è necessario specificare il bene acquistato). Nonostante ciò, continuiamo a ricevere commenti sospetti”.

Cosa si intende per commenti sospetti?
L’associazione di consumatori considera sospetti i commenti generici e chiaramente pubblicitari. Uguale a dirsi per commenti puramente negativi, senza alcuna concreta spiegazione sui motivi del giudizio. In questi casi, insospettiti, i moderatori del sito sospendono la pubblicazione del commento e chiedono al suo autore la prova dell'acquisto sul sito recensito”. Nel 90% dei casi non arriva più alcuna risposta e quindi si decide per la definitiva bocciatura del commento.

Da chi possono provenire questi commenti, difficile dirlo. Si può intuire però che spesso si tratta di goffe operazioni di marketing degli stessi titolari degli e-commerce o loro consulenti. Credono forse si tratti di azioni pubblicitarie lecite e utili a migliorare il loro posizionamento nei motori di ricerca, ma in realtà sono pratiche commerciali illecite e scorrette, sia nel caso di falsi commenti pubblicitari, che nel caso di giudizi inseriti solo per danneggiare i concorrenti.

Se accade questo al sito gestito da un'associazione di consumatori, non oso immaginare cosa possa succedere a siti che dell'indirizzamento della fiducia dei consumatori hanno fatto il loro business" dichiara Ferrari, che lancia un appello “più il sito di recensioni ha successo e maggiori sono le possibilità che nel bilancio finale dei commenti prevalga la realtà. Invitiamo quindi tutti, soddisfatti o scontenti dei loro acquisti online, a scrivere recensioni autentiche su ShoppingVerify, per aiutare noi e gli altri utenti a riconoscere gli e-commerce affidabili e quelli da evitare”.

mercoledì 18 febbraio 2015

Equitalia: non dovute le maggiorazioni di cui all'art. 27 della legge n. 689/1981 se applicate ai verbali di accertamento di violazione del codice della strada.

Avete ricevuto una cartella esattoriale relativa ad una multa per violazione del Codice della Strada non pagata? Badate bene al contenuto delle somme che Equitalia richiede, perché può accadere di vedersi applicare sanzioni non dovute che possono rendere nulla l’intera cartella esattoriale, qualunque sia il suo importo.
Accade spesso, infatti, che nella cartella esattoriale troviate applicata la maggiorazione di cui all’art. 27 della legge n. 689/81, che – secondo un orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione e recepito dall’Ufficio del Giudice di Pace di Reggio Calabria (da ultimo con sentenza pubblicata il 19 gennaio 2015, n. 114/15) – è illegittima in quanto esclusa dallo stesso Codice della Strada. Ne consegue che l’intera cartella esattoriale che contiene tale grave errore è travolta da nullità.
Vi ricordiamo, tuttavia, che, anche se una cartella esattoriale sia da considerarsi nulla, non è sufficiente limitarsi a non pagarla (altrimenti, seppure illegittima, diventa inattaccabile decorsi trenta giorni), ma bisogna impugnarla davanti all’autorità giudiziaria competente.
Se desiderate maggiori chiarimenti al riguardo, non esitate a contattarci al numero 0965.29805. Il nostro sportello è aperto al pubblico tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 15:30 alle 18:30. La mattina si riceve per appuntamento.
Cordiali saluti